Amanti killer, tutti sapevano ma nessuno denunciò. Il figlio della donna prendeva calmanti

A Saronno la questione dei due amanti killer continua a muovere carte e cartelle cliniche. Sono tante le morti sospette che hanno visto coinvolta quella struttura, dove lavorava Laura Taroni, infermiera, e Leonardo Cazzaniga, medico dell’ospedale. Tra gli atti è emerso che la coppia aveva intenzione di uccidere un cugino acquisito della donna. Il figlio dell’infermiera, di undici anni, prendeva anche ansiolitici. Lo stesso bambino aveva chiesto a sua madre, come risulta dalle intercettazioni, di ridurre le dosi perché non riusciva ad alzarsi dal letto. Ma lei raccontava al suo amante che gli dava “Prima la pastiglia e poi le gocce”.

saronnoMentre sale il numero di cartelle cliniche sequestrato dalla Procura, serpeggia un dubbio nei corridoi dell’ospedale. Tutti nella struttura sanitaria ammettono che la direzione precedente aveva sottovalutato la situazione. Come era possibile che nessuno facesse caso al fatto che Cazzaniga somministrava dosi di morfina “dieci volte superiori nel trattamento del dolore moderato e severo” ai propri pazienti?

E che tali pazienti non sopravvivessero mai a lungo? Il protocollo Cazzaniga era sulla bocca di quasi tutti i medici e gli infermieri dell’ospedale. Però fino alla denuncia di un’infermiera insospettita nel 2011, nessuno mosse un dito per fare luce sulla situazione assurda.