Cagliari, si uccide in cella l’assassino dei genitori adottivi

Igor Diana si trovava nella sua cella del carcere di Cagliari-Uta da più di sette mesi, accusato del duplice omicidio dei genitori adottivi. Ha deciso di impiccarsi oggi, Martedì 6 Dicembre. Il giovane di 28 anni, originario della Russia, avrebbe violentemente ucciso i propri genitori nel Maggio scorso.  Questo suicidio drammatico -un dramma nel dramma- riporta a galla la sconvolgente situazione dei suicidi nelle carceri italiane, un problema troppo spesso sottovalutato o trattato con disinteresse generale.

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“Questo nuovo drammatico suicidio di un altro detenuto evidenzia come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia penitenziaria, che purtroppo non ha potuto impedire il grave evento, a gestire queste situazioni di emergenza. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri“. Con queste parole Donato Capece commenta l’evento: egli è il segretario generale del sindacato autonomo Sappe.

La situazione di salute e la tendenza al suicidio nelle carceri sono delle problematiche non insolite, non rare, che purtroppo non sorprendono: il ragazzo russo si è impiccato utilizzando i lacci delle proprie scarpe, nel bagno della sua cella, aspettando il momento in cui il suo compagno di stanza si è recato al cineforum. Per il 28enne non c’è stato nulla da fare.