7 Dicembre 2016: si venera Sant’Ambrogio vescovo di Milano

Il 7 Dicembre la Chiesa Cattolica celebra la memoria liturgica di Sant’Ambrogio, vescovo di Milano.

Venerato da tutte le Chiese che ammettono il culto dei Santi, Aurelio Ambrogio, noto anche come Ambrogio di Treviri o Ambrogio di Milano, nacque a Treviri, in Gallia, nel 339 o 340.

Annoverato insieme a san Girolamo, sant’Agostino e san Gregorio I papa, tra i quattro massimi Dottori della Chiesa, la sua era una importante famiglia senatoria di fede cristiana.

A Roma, per seguire le orme del padre che era prefetto in Gallia, studiò greco, diritto, letteratura e retorica, divenendo un alto funzionario dell’imperatore Valentiniano e governatore della provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano.

Quando nel 374 il vescovo ariano Aussenzio morì Ambrogio, che già aveva sedato i contrasti tra cattolici e ariani, fu acclamato dalla folla come nuovo vescovo di Milano, ma egli si rifiutò.

Tempo dopo ricevette il battesimo e il 7 Dicembre 374 divenne il nuovo vescovo di Milano.

Uomo estremamente magnanimo, lasciò tutti i suoi averi agli indigenti e vendette oggetti sacri ricavandone denaro per riscattare i progionieri.

Ai quattro lati della città, quasi a formare una croce, fece erigere le due basiliche di San Nazaro, la basilica di San Simpliciano e la Basilica Martyrum (ora di Sant’Ambrogio), che conservava i corpi dei martiri Gervasio e Protasio e oggi quelle di San Dionigi.

Durante il suo espiscopato svolse una potente attività di politica ecclesiastica, compose opere di motrale e di teologia, combatté fortemente l’arianesimo – indicendo il Concilio di Aquileia nel 381 -, e il paganesimo romano; con l’editto di Tessalonica, proclamò il Cristianesimo religione di Stato.

Schietto e sincero coi potenti, fu costantemente in rapporto con la famiglia imperiale, non sempre pacificamente, in particolare con Teodosio, che fu autore del massacro di Tessalonica. Questi, la notte di Natale, per ordine del vescovo, fece atto pubblico di penitenza per il reato di cui si era macchiato.

Quando Flavio Eugenio attraversò le Alpi alla conquista di Milano, Ambrogio fuggì a Bologna, poi si rifugiò a Firenze, facendo ritorno a Milano nel 394.

Qui morì nel 397, lasciando un segno indelebile della sua attività pastorale nella Chiesa Cattolica d’Occidente.

MDM