Crisi di governo, avanza l’ipotesi congelamento tra le (tante) turbe della sinistra

renziCongelamento. Questo è quanto sta emergendo dagli ambienti politici e istituzionali dopo il voto referendario di domenica, che ha visto la nettissima vittoria del NO e le conseguenti dimissioni di Matteo Renzi da presidente del Consiglio.

Il premier voleva andare subito al voto, ma il presidente della Repubblica ha imposto che si procedesse prima a rispettare le scadenze governative, come ad esempio l’approvazione della manovra sul bilancio, passata proprio oggi grazie all’ennesimo voto di fiducia del governo Renzi (173 sì e 108 no).

La situazione è quanto mai intricata, tra chi paventa l’ipotesi di governo istituzionale per fare la nuova legge elettorale e andare subito al voto e chi invece – come il M5S – vuole andare al voto subito dopo la pronuncia della Consulta sull’Italicum (a Gennaio, ndr).

C’era molta attesa per la Direzione Nazionale del Partito Democratico di oggi, ma pare che a parlare sarà solo il segretario: non ci sarà nessun dibattito, rinviato a data da destinarsi.

Intanto Giuliano Pisapia, in un’intervista uscita questa mattina, ha invitato Renzi ad abbandonare Verdini e Alfano e costruire un campo progressista con le forze di sinistra. Una speranza che continua a coltivare anche Bersani, che ieri a Dimartedì ha ribadito che una separazione tra le due anime del PD porterebbe ad una “doppia sconfitta”.

Sinistra Italiana è invece convinta che Renzi ormai abbia preso una strada molto chiara e bisognerebbe concentrarsi sulla costruzione di una sinistra d’alternativa. Ma i sondaggi elettorali dicono che l’universo della sinistra (Rifondazione, SI-SEL, Possibile, ecc.) soffre molto in termini percentuali, tanto che anche una coalizione tra i vari partiti potrebbe non portare al superamento della soglia di sbarramento.