Progettava attentati per l’ISIS: arrestato 30enne marocchino

Il suo nome è Nadir Benchorfi, ha già compiuto i 30 anni ed è nato in Marocco ma è residente in Italia (a Milano) da quando ne aveva 12: in 28 anni è riuscito ad integrarsi molto bene. La sua residenza era limitrofa alla zona del quartiere di San Siro: il suo lavoro era quello di elettricista ma lavorava da anni come aiuto cuoco: niente poteva destare sospetti su una possibilità terroristica. E invece.

militare-milanoIn breve tempo ha contattato -mediante applicazioni comuni di messaggistica– delle cellule terroriste che lo hanno aiutato a diventare un aspirante combattente dell’ISIS: si era mostrato pienamente disposto a compiere attentati in Italia, anche in modo immediato.

«Sono certi i suoi legami con una cellula di 25 foreign fighters partiti tra il 2012 e il 2014 dalla Germania per combattere con il Califfato, l’ha conosciuta in quegli anni durante la sua permanenza nel Paese – ha continuato Claudio Ciccimarra, dirigente della Digos – è rimasto in contatto con due cugini a capo della brigata da quando è tornato in Italia, ha manifestato in più occasioni la sua disponibilità a combattere per la causa dell’ISIS ma ha sempre chiesto un supporto tecnico, come armi, e logistico. Non ci risulta che questi inviti siano stati ascoltati». L’ombra del terrorismo, dunque, continua ad affacciarsi sull’Europa: nonostante i controlli ed l’efficace lavoro degli investigatori, cui spetta il riconoscimento per l’arresto del marocchino terrorista, la tensione e l’allerta devono rimanere altissime.