Attenzione ai giocattoli dei vostri figli, potrebbero spiare l’intera famiglia

genesis-toys-my-friend-cayla-brunette-doll-18Il regalo di Natale è un must sopratutto per i bambini, dunque, le miriadi di genitori nel mondo affollano in questo periodo i negozi di vario genere al fine di trovare qualche giocattolo, libro o oggetto che possa rendere le festività natalizie ancora più piacevoli ai propri pargoli.

Alle classiche preoccupazioni legate ai contenuti dei videogiochi e alla possibilità di unire il divertimento al fine didattico, quest’anno per i genitori si solleva un ulteriore problema: e se la bambola di vostra figlia fosse un cavallo di troia in grado di aprire agli hacker i miei account ? Sembra la trama di un film di fantascienza scadente eppure la preoccupazione è legittima, il monito arriva dall’associazione consumatori norvegese e riguarda due articoli della ditta coreana di giocattoli ‘Genesis Toys‘: la bambola Cayla ed il robot I-que.

A quanto emerso dalla denuncia presentata dall’associazione consumatori, i due giocattoli sarebbero in grado di registrare le frasi pronunciate dai bambini ad una distanza di 20 metri grazie ad un applicazione per smartphone che si collega con i giocattoli e gli permettere di interagire con i bambini. Ma se già questo consiste in una violazione dei diritti dei bambini (sembra che le conversazioni rimangano in degli archivi che rimangono a disposizione dell’azienda produttrice), la cosa più preoccupante secondo gli esperti è che, essendo al giorno d’oggi tutte cose collegate alla rete wi-fi (dai giocattoli alle auto), i giocattoli potrebbero fornire agli hacker una porta d’accesso a dati personali e account di tutta la famiglia.

Non è la prima volta che capita una cosa del genere, già lo scorso anno la ‘Mattel‘ si era trovata al centro delle polemiche quando si era scoperto che la loro ultima bambola “Hello Barbie” era in grado di collegarsi al wi-fi e poteva essere utilizzata per collezionare dati sui bambini utili a fini di marketing. Ciò che rende ancora più scottante il caso della ‘Genesis Toys’ è che i due giocattoli in questione hanno una serie di clausole che la commissione europea dei consumatori denuncia come illegali, ad esempio viene chiesto agli acquirenti di firmare un accordo che permette alla compagnia di cambiare in corso i termini d’accordo senza un ulteriore autorizzazione.