Roma, trovato cadavere in un cespuglio: è quello della studentessa cinese

zhangyaoUn corpo senza vita è stato ritrovato stamane in via Guglielmo Sansoni, in zona Tor Sapienza, a Roma. Il cadavere, che risulta essere di una giovane donna con tratti orientali, potrebbe essere proprio quello di Zhang Yao, la studentessa cinese di 20 anni scomparsa lunedì 7 dicembre dopo aver ritirato il suo permesso di soggiorno all’Ufficio Immigrazione.

Il corpo era situato dentro un cespuglio, e dai primi rilevamenti potrebbe addirittura essere stato sbalzato lì da un treno in transito. 

Le indagini comunque non si fermano qui. Gli inquirenti, prima del ritrovamento di stamane, sospettavano un rapimento della ragazza a scopo di estorsione. La giovane, sempre secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, avrebbe subito minacce e ora gli investigatori attendono l’arrivo dei genitori in Italia per ascoltarli e fargli qualche domanda.

Un rapimento che sarebbe stato giustificato dal lavoro del padre di Zhang Yao, che è un alto dirigente di Banca della Mongolia interna. Tuttavia, se il cadavere rinvenuto stamane nei pressi del luogo dove è scomparsa la studentessa cinese dovesse appartenere realmente a Zhang Yao, non si tratterebbe di rapimento ma di omicidio.

Nell’unico video a disposizione degli inquirenti, la studentessa compare a Tor Cervara, nei pressi dell’Ufficio Immigrazione, poco dopo le 12.30 di lunedì scorso. La giovane è sola e cammina con la borsa a tracolla. La fermata del bus per tornare a casa al Tuscolano si trova dalla parte opposta.

AGGIORNAMENTO:

Sono state diramate ulteriori informazioni circa il destino della giovane cinese (il corpo ritrovato dietro un cespuglio è stato riconosciuto come quello della ragazza): secondo parecchie fonti web, le telecamere di videosorveglianza di un’azienda della zona avrebbero ripreso la studentessa intenta a rincorrere qualcuno, probabilmente lo scippatore che le aveva sottratto la borsa. Durante l’inseguimento, la ragazza sarebbe così stata investita da un treno in transito. Né sequestro né omicidio, ma una tragica fatalità.