Turchia, autobomba nei pressi dello stadio: 29 morti e 166 feriti

turchiabombaE’ di 29 morti e 166 feriti il bilancio dell’autobomba esplosa ieri notte all’esterno dello stadio del Besiktas, una delle squadre di Istanbul. Alla Vodafone Arena era in programma la sfida tra i bianconeri locali e il Bursaspor: al termine del match, un’autobomba è esplosa nei pressi dello stadio, proprio nella zona dove gli agenti di polizia turca svolgono il servizio d’ordine.

La deflagrazione ha causato 29 morti, di cui 27 poliziotti, e 166 feriti. Il governo turco ha imposto il silenzio stampa. Una gran parte del centro di Istanbul è stata completamente isolata dopo la deflagrazione avvenuta alle 22.28 locali.

Secondo Ankara, l’autobomba è da ritenersi un attentato terroristico: non è ancora chiaro se gli autori del folle gesto siano i jihadisti dello Stato Islamico o o gli estremisti curdi del Tak (Kurditsan Freedom Falcons), scissionisti del Pkk dal 2004. Il governo turco parla di “crudele complotto” e tende ad escludere l’ipotesi ISIS, perchè l’ordigno è stato fatto esplodere dopo aver terminato il deflusso dei tifosi del Bursaspor: l’obiettivo degli assalitori, insomma, era colpire le forze dell’ordine e non i civili. Per questo i sospetti ricadono interamente sul Tak (il PKK non agisce mai in zone lontane dal sud-est del Paese, ndr).

Il presidente Erdogan, in un comunicato, ha sottolineato come questo attentato cada proprio nel giorno in cui il Parlamento ha iniziato a esaminare il pacchetto di riforme costituzionali che porteranno la Turchia a essere una Repubblica Presidenziale. “Quando la Turchia fa un passo positivo verso il futuro, la risposta delle organizzazioni terroristiche è il sangue, la brutalità, il caos”, ha detto Erdogan.