Governo Gentiloni, il toto-ministri: Alfano agli Esteri, la Boschi potrebbe restare

gentiloniDopo aver ottenuto l’incarico da Mattarella, il neo premier Paolo Gentiloni è ora impegnato nelle consultazioni con i vari gruppi parlamentari. L’ex ministro degli Esteri ha già ricevuto un secco “no” da parte del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, che chiedono elezioni subito dopo la pronuncia della Consulta (25 gennaio) e minacciano posizioni aventiniane.

Oggi Gentiloni vedrà Forza Italia, che garantirà sostegno al nuovo governo per fare una nuova legge elettorale, ma senza entrare nell’esecutivo. La delegazione Dem ha assicurato il pieno sostegno alle scelte del Capo dello Stato.

Intanto già impazza il toto-ministri. Gentiloni è alle prese con il grande dilemma: invertire la rotta o proseguire con la linea tracciata da Matteo Renzi, apportando solo alcune modifiche? Più probabile la seconda, data anche la vicinanza politica del nuovo premier con il suo successore.

Angelino Alfano potrebbe passare agli Esteri, con Marco Minniti al Viminale. Quest’ultimo lascerebbe le deleghe ai Servizi Segreti al renziano di ferro Luca Lotti, che va quindi verso la riconferma a sottosegretario a Palazzo Chigi.

Molte conferme: Pier Carlo Padoan all’Economia, Maurizio Martina all’Agricoltura, Graziano Delrio alle Infrastrutture, Roberta Pinotti alla Difesa, Andrea Orlando alla Giustizia, Carlo Calenda allo Sviluppo economico, Dario Franceschini alla Cultura, Beatrice Lorenzin alla Salute.

Dubbio Boschi. Il risultato di domenica 4 dicembre ha sonoramente bocciato la riforma che portava il suo nome, ma la ministra potrebbe restare nella squadra di Governo: per lei si parla di Pari Opportunità, mentre ai Rapporti con il Parlamento dovrebbe andare Anna Finocchiaro. Al Lavoro dubbi su Poletti, mentre all’Istruzione, dopo il no di Gianni Cuperlo, si pensa a Marco Rossi Doria.