India, in sposa figlia del magnate: lui costruisce 90 appartamenti per i poveri

An Indian woman prepares a meal at her temporary home under a flUna storia che, ad ascoltarla, pare uscita da un racconto di Charles Dickens. Un miliardario uomo d’affari, la sua figlia prediletta in procinto di sposarsi ed un Paese pieno zeppo di gente che vive in baraccopoli senza uno straccio di mezzo di sostentamento. Ecco tutti gli elementi per una favola perfetta.

Ma questa non è una fiaba natalizia, non è dono da dispensare a larghe mani con leggerezza. E’ la storia di un uomo, Ajay Munot, che ha deciso di approfittare del matrimonio di sua figlia Shreya per costruire 90 appartamenti da destinare ai poveri e ai senza tetto della sua città. Siamo in India, centro economico e finanziario paradigmatico dello sviluppo ipercinetico del capitalismo del terzo millennio dove, per una classe imprenditoriale in espansione perpetua, si assiste ad un perpetuo stanziare nella miseria di milioni di cittadini. Baraccopoli, vagabondaggio. Ecco cosa ha ispirato l’imprenditore indiano al centro di questa vicenda.

Un’iniziativa che è costata al magnate 22mila dollari e che ha fatto di lui uno dei personaggi maggiormente apprezzati dalla classi sottoproletarie indiane. Ognuno dei 90 appartamenti disporrà di acqua potabile, elettricità, finestre ed ogni confort necessario per la vita quotidiana. Una condizione che la gran parte dei futuri inquilini neppure ha mai veduto, essendo la maggior parte di loro senza fissa dimora o provenienti da una delle grandi baraccopoli che sorgono, un pò ovunque, ai margini delle ricche e dinamiche metropoli indiane.

“In principio, racconta ancora il tycoon, l’idea era di costruire 108 appartamenti, ma solo 90 erano stati completati nel momento in cui la cerimonia ha avuto luogo.” Intanto la giovane e il suo fidanzato hanno dato il loro beneplacito a questo anomalo, quanto gradito, regalo di nozze.

 

G.c.