Trump contro Vanity Fair dopo bocciatura suo ristorante: “Sta fallendo, il direttore non ha talento”.

Ad appena un mese dalla cerimonia di insediamento di Donald Trump, ormai lo si è capito, tutto ciò che ruota la-et-mg-trump-grill-reviews-vanity-fair-20161215attorno al tycoon diventa necessariamente motivo di pettegolezzo e di latente, se non addirittura eclatante, imbarazzo.

Ed ecco che stavolta è toccato al magazine Vanity Fair (nell’edizione statunitense), entrare in polemica con il futuro presidente degli Stati Uniti d’America. Riempiendo il suo tempo con recensioni di ristoranti e fast food, la giornalista Tina Nguyen non ha resistito alla tentazione di dire la sua anche in merito al Trump Grill, il ristorante che si trova nella ormai celebre Trump Tower, sulla Quinta Evenue di Manatthan, li dove dal giorno delle elezioni in poi non hanno mai smesso di farsi annunciare tutti i più interessati politici che cercano un posto nella grande tavola di Trump. E le osservazioni della giornalista non sono state meno pesanti dell’aria che si respira in quel grottesco totem della dissacrata politica contemporanea americana: “Il Trump grill potrebbe essere il peggiore ristorante in America”, ha infatti titolato la Nguyen con uno spregiudicato uso degli aggettivi che lascia diffidare della sua buona fede politica. Cibi “flaccidi, grigi ravioloni del Szichuan coi loro flaccidi, grigi ripieni”, continua impietosamente l’articolo. E ancora, parlando dell’arredamento kitch col quale è allestita tutta la struttura, l’inviata sostiene che, a suo giudizio, Trump è “l’idea del ricco che si fanno i poveri.”

Ben detto, se non fosse che è proprio lui che sarà a capo della nazione più potente del pianeta per i prossimi quattro anni (potrebbero addirittura diventare 8 in caso di successo). Ed allora che si fa? Trump, già noto alle cronache per aver avuto un uso piuttosto disinibito dei social network (si ricordi la sospensione del suo account Twitter in via precauzionale durante le ultimissime fasi della campagna elettorale), non l’ha mandata certo a dire e, come nel suo stile, ha risposto per le rime alla giornalista ed al suo direttore, Graydon Carter: “Qualcuno- ha twittato il presidente- ha visto i dati pessimi di Vanity Fair Magazine? Sempre più giù, sono nei guai, morti! Graydon Carter, nessun talento, sarà licenziato!”

E forse, dato l’andamento delle ultime elezioni presidenziali, c’è da pensare che quest’uomo si sbagli meno spesso di quanto comunemente si sia indotti a credere.

 

Giuseppe Caretta