Sulmona,inchiesta “furbetti del cartellino”: si impicca dipendente comunale indagato

Un dipendente del Comune di Sulmona, Luigi Paolini, è stato ritrovato impiccato nel garage della sua abitazione 1385716930160-jpg-asl__i_furbetti_del_cartellino__timbravano_e_andavano_al_bar_o_a_fare_la_spesadopo essere finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sui cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Il corpo del 60enne è stato scoperto dal figlio della compagna stamattina. Immediato l’intervento dei soccorsi, che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Aperta anche un’inchiesta da parte della squadra anticrimine del commissariato ma, sebbene non siano stati trovati messaggi, tutto lascia sospettare che si tratti di suicidio.

L’uomo, infatti, era finito in un primo elenco di 25 nomi nell’indagine della Procura regionale della Corte dei Conti volta ad accertare il diffuso assenteismo nel Comune di Sulmona. Questa indagine, inoltre, si affianca ad una similare inchiesta della Procura di Sulmona che aveva ascritto 49 dipendenti su 102 nel registro degli indagati. Un gran polverone, insomma, al quale l’uomo non è stato in grado di resistere. L’accusa nei suoi confronti parlava di timbri apposti sul cartellino della sua responsabile, istruttore direttivo amministrativo, per un danno erariale di appena 55 euro.  A questa cifra, però, la Corte aveva imposto un’ammenda di 15 mila euro per danno d’immagine a tutti i 25 dipendenti finiti sotto processo. Impossibile sottrarsi alla propria responsabilità.

Il meccanismo di copertura dei dipendenti che lasciavano il Comune per andare a fare la spesa, o per andare a sbrigare le proprie commissioni private, o per rientrare a casa a mangiare, è venuto alla luce interamente travolgendo tutti i responsabili e i complici. A breve sarà lo stesso Comune, prima ancora della Procura regionale e di quella di Sulmona, a rendere effettivi i primi provvedimenti disciplinari. Per molti “furbetti del cartellino” potrebbe scattare addirittura il licenziamento.

G.c.