Alberto Stasera è morto: giornalista di professione, libero di spirito

alberto-staseraDire che il mondo del giornalismo piange la scomparsa di Alberto Stasera potrebbe sembrare una frase fatta, eppure non c’è modo migliore per esprimere il dolore  la perdita di un vero giornalista, di un uomo che non ha mai accettato compromessi per fare carriera ma che, per vocazione, è andato a scandagliare la realtà per offrirla al lettore così come realmente era.

Nato a Roma nel 1947, esordì giovanissimo come giornalista nel 1969 con l’Agenzia Giornalistica Italia, non ci volle molto tempo perché si accorgessero di lui, e fu così che nel 1971 entrò a far parte di quella che per molti anni è stata la sua famiglia, il gruppo ‘L’Espresso‘. In quegli anni meravigliosi ha fatto parte della squadra di Eugenio Scalfari prima, ed è stato caporedattore con l’arrivo di Livio Zanetti. La collaborazione con l’espresso si è conclusa nel 1986 anno in cui, dopo tre anni di direzione del quotidiano ‘Nuova Sardegna‘ (da lui riportato agli splendori di un tempo), passò al gruppo Mondadori come direttore di stampa per il settore economico e poi come direttore di ‘Epoca‘ e di ‘Storia Illustrata‘.

Nel 1990 l’arrivo di Berlusconi gli impedì di continuare con Mondadori, voleva rimanere libero di esprimere la sua opinione senza condizionamenti, quindi il passaggio a ‘La Repubblica‘ e quello successivo a ‘La Stampa‘. La sua carriera si è conclusa con il ritorno a Repubblica nel 2006.