Trovano un cadavere, ma continuano il servizio fotografico per 6 ore

modelsPuò il mondo moderno essere così distaccato dal reale e cinico da permettere ad un gruppo di persone di continuare un lavoro accanto al cadavere di un ragazzo che la sera prima si era impiccato? La desensibilizzazione delle ultime generazioni potrebbe sembrare un discorso da soggetti ancorati alle tradizioni che vedono nel cambiamento un male da evitare, ma la verità è che il distacco dal reale è realmente avvenuto ed il cinismo è parte integrante della società moderna, come dimostra quanto accaduto in una fabbrica dismessa durante un servizio fotografico lo scorso anno.

Owen Birrel (fotografo professionista) aveva ricevuto l’incarico di portare a termine un servizio fotografico con 5 modelle intorno alla città, la sua idea era quella di fare degli scatti in zone che simboleggiassero il degrado urbano, così si sono recati con la troupe in una fabbrica dismessa. Non appena entrati una delle modelle ha visto il corpo esanime di Declan Noolan appeso per il collo (il giovane senza apparenti ragioni si era suicidato) e urlando ha avvisato gli altri di quanto visto.

Dopo una riunione improvvisata, la troupe ha deciso di continuare il servizio fotografico (c’erano delle scadenze da rispettare): “Tanto-ha dichiarato una delle modelle di fronte alla corte- con il dovuto rispetto per il cadavere non sarebbe andato da nessuna parte“. Il gruppo dopo sei ore di lavoro, si è concesso una pausa per mangiare una pizza, ma nessuno, anche in quel frangente, ha pensato di chiamare la polizia finché Sean Nolan (uno dei tecnici) ha informato la ragazza di quanto capitato ed è stato invitato ad informare le autorità.

I protagonisti di questo ignobile gesto hanno fatto gruppo anche oggi durante l’udienza preliminare, tutti hanno affermato di essere rimasti scioccati da quanto visto ma che c’era un lavoro da fare immancabilmente entro quel giorno. A dimostrazione della disumana insensibilità del gruppo ci sono le parole, riportate su ‘Metro.uk‘, di un modello, Oliver Lewis-Chapman, in risposta alla domanda della madre della vittima: “Non vi siete sentiti a disagio a lavorare fianco a fianco con un cadavere?“, questo le ha detto: “Non saprei” e dopo che la donna ha dichiarato con disprezzo che era evidente che non li avesse traumatizzati, questo ha affermato: “E’ stato come se non fosse successo nulla. Adesso avrei chiamato la polizia“.