Unite4Heritage e le buone prassi italiane per la difesa della Cultura

Logo UnescoL’iniziativa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali finalizzata alla costituzione della task force italiana denominata “Unite4Heritage”, impegnata nelle aree di crisi per la tutela del patrimonio culturale mondiale a rischio di distruzione, pone il nostro Paese all’avanguardia come modello di buone prassi in tale delicato settore.

L’intesa, “Memorandum of Understanding”, siglata tra il Governo italiano e l’UNESCO (l’organismo ONU che si occupa della cultura nel mondo), si inserisce nel contesto della «coalizione globale UNESCO», e stabilisce la nascita di un gruppo internazionale, tutto italiano, addestrato alle azioni di tutela del patrimonio culturale mondiale, in situazioni di pericolo nelle aree di crisi. La task force, i cosiddetti “Caschi Blu della Cultura”, pronta ad intervenire su richiesta di uno stato membro impegnato a risolvere una crisi, o colpito da una qualsiasi catastrofe naturale, è composta da storici dell’arte, studiosi e restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, dell’Istituto Centrale per la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Archivistico e Librario, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, docenti universitari e, soprattutto, un nucleo di carabinieri del Comando T.P.C. (Tutela Patrimonio Culturale). Le azioni della task force sono indirizzate a programmare misure di protezione del patrimonio culturale e naturale soggetto a situazioni di pericolo (come nel caso di attacchi terroristici), a valutare i rischi ed a quantificare eventuali danni alla filiera del patrimonio culturale, a progettare piani d’azione, ad effettuare la supervisione tecnica, ed anche a contrastare il saccheggio ed il traffico illecito dei beni storico-artistici, a fornire assistenza per il trasferimento di oggetti mobili in rifugi di sicurezza.

L’idea di tale iniziativa nasce in occasione della firma, da parte di 80 ministri della Cultura di altrettanti Paesi, della “Dichiarazione di Milano per la difesa dei beni artistici, storici e archeologici minacciati dalla distruzione”, avvenuta all’Expo di Milano l’1 agosto 2015, e concretizzata in occasione della 70° sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU il 25 settembre 2015, con la Risoluzione “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e traguardi”, in cui vengono individuati 17 “Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile”. Nell’ambito dell’Obiettivo 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”, è previsto come misura di intervento il potenziamento degli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e mondiale. La base giuridica è da rintracciare nella “World Heritage Convention” (per esteso, “Convenzione riguardante la protezione sul piano mondiale del patrimonio culturale e naturale”), firmata a Parigi il 16 novembre 1972, con la quale l’UNESCO sensibilizzava i Governi nazionali ad adottare tutte le misure utili per la salvaguardia del proprio patrimonio culturale ed ambientale.

E’ un successo internazionale tutto italiano, ottenuto grazie alla Risoluzione 38C/48, approvata all’unanimità dal Consiglio esecutivo dell’UNESCO il 17 ottobre 2015 a Parigi su proposta del nostro Governo, cofirmata da 53 Paesi e sostenuta anche dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia e Cina), che consente di includere la componente culturale nelle missioni di pace nelle aree di crisi.

Antonio Maria Ligresti