Strage di Berlino: la salma di Fabrizia è tornata in patria

fabriziaIl suo è stato il volto italiano di una tragedia, l’ennesima, che si è consumata per una guerra ideologica che poco centra con i civili colpiti. Fabrizia Di Lorenzo si era trasferita a Berlino per inseguire la carriera, lei come altri giovani italiani era andata all’estero in cerca della sicurezza economica che è un lusso per chi, a meno di trent’anni, esce dall’università italiana e cerca di progettare un futuro.

La fuga di Fabrizia dalla sua terra natia, la terra che amava, si è concluso nel peggiore dei modi: facendola diventare vittima della follia omicida di un sedicente religioso. Se la scorsa settimana molti in Italia si univano alla preghiera della sua famiglia nella speranza che quella scomparsa non significasse necessariamente che fosse morta, l’effetto empatico della conferma del decesso ha avuto un effetto domino di egual misura.

Oggi, alle 11:25, all’aeroporto di Ciampino (Roma) è atterrato l’aereo che trasportava la sua salma, con lei c’erano ovviamente la madre, il padre ed il fratello sceso dal volo con in mano una rosa. Ad attenderli alcune delle massime cariche dello stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della difesa Roberta Pinotti a cui si è aggiunto il sindaco di Sulmona (città che ha dato i natali alla sfortunata Fabrizia) Annamaria Casini.