26 Dicembre 2016: si festeggia Santo Stefano

Il 26 Dicembre la Chiesa Cattolica festeggia Santo Stefano protomartire, il primo cristiano ad aver subìto il martirio per aver confessato la sua fede in Cristo e diffuso il Vangelo.

Venerato come Santo anche dalla Chiesa Ortodossa, che lo festeggia il 27 Dicembre, Stefano – il cui nome in greco significa “incoronato”, nel senso di “cinto dalla ghirlanda del martirio” -, probabilmente era greco di origine, e fu il primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana perché assistessero gli apostoli nel ministero della fede.

Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste e morì lapidato, nel 33 o 34 d.C.

Negli Atti degli Apostoli 6 e 7 si legge che una volta, gli ebrei ellenistici, vedendo il gran numero di convertiti, istigarono il popolo accusando Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”. Gli anziani e gli scribi lo catturarono trascinandolo davanti al Sinedrio e con falsi testimoni lo accusarono: “Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno, distruggerà questo luogo e cambierà le usanze che Mosè ci ha tramandato”.

Interrogato dal Sommo Sacerdote, Stefano pronunciò il discorso più lungo degli ‘Atti degli Apostoli’, apostrofando i sacerdoti del Sinedrio: “O gente testarda e pagana nel cuore e negli orecchi, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la Legge per mano degli angeli e non l’avete osservata”.

Gli astanti indignati si avventarono su di lui, lo trascinarono fuori dalle mura della città e diedero inizio ad un vero e proprio linciaggio.

Il suo corpo non fu esposto alle bestie selvagge, com’era consuetudine all’epoca, ma seppellito da persone di buon cuore. Intanto a Gerusalemme scoppiava una tremenda persecuzione contro i Cristiani.

Le sue reliquie – molte delle quali razziate dai crociati nel XIII secolo – secondo la tradizione, nel 415 furono traslate nella chiesa di Sion a Gerusalemme.

A Roma, nel XVIII secolo del Santo si veneravano il cranio nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, un braccio a San Ivo alla Sapienza, un secondo braccio a San Luigi dei Francesi, un terzo braccio a Santa Cecilia; inoltre quasi un corpo intero nella basilica di S. Lorenzo fuori le Mura.

Viene ricordato subito dopo il Natale perché, nei giorni seguenti la nascita del Figlio di Dio, nel martiriologo furono posti i “comites Christi”, cioè coloro che più gli furono prossimi in vita e che subirono il martirio per aver diffuso la sua parola.

MDM