Torna a casa l’agente che ha fermato il terrorista: “Ma non chiamatemi eroe”

movioHa passato il Natale in provincia di Udine, avvolto dal calore dei suoi familiari, Cristian Movio, l’agente scelto che è riuscito a fermare Anis Amri a Sesto San Giovanni insieme al suo collega Luca Scatà.

L’agente, nel corso del conflitto a fuoco con il terrorista che ha seminato il panico ai mercatini di Natale di Berlino, è rimasto ferito ad una spalla: in seguito, è stato il collega a sparare e uccidere colui che ha realizzato la strage nella capitale tedesca, travolgendo decine di persone con un tir e provocando 12 morti, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo.

Movio non vuole essere dipinto come un eroe: “Ho fatto solo il mio dovere”, ha detto l’agente, che ha rivolto un pensiero ai colleghi che hanno dovuto sostituirlo a Natale. “Dovevo lavorare io…”.

Intanto in Italia aumenta l’allerta per possibili ritorsioni dello Stato Islamico contro i poliziotti, come già accaduto in Francia. “E’ la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Noi siamo la vetrina dello Stato”, lo dice Maurizio Vallone, capo del servizio controllo del territorio del Dipartimento della Pubblica sicurezza, intervistato dal Corriere della Sera. Per questo, sono state rafforzate le misure di sicurezza in tutte le città italiane.