Anis Amri, Berlino aveva avvertito l’Italia a maggio: “E’ pericoloso, va fermato”

Non cessano le polemiche sulla strage di Berlino avvenuta una manciata di giorni prima di Natale a causa di Anis Amri, tunisino 24enne freddato da due poliziotti italiani a Sesto San Giovanni mentre tentava di fuggire dalla Germania. Anis Amri, nonostante la giovane età, aveva un curriculum criminale di tutto rispetto alle spalle: aveva dato fuoco alla scuola dove studiava in Sicilia e passato diverso tempo in galera, all’Ucciardone, dove aveva anche minacciato di morte alcuni detenuti perché cristiani.

anisNon gli era stato concesso alcun asilo politico, anzi, era stato destinatario del foglio di via dall’Italia, ma non dell’espulsione perché la Tunisia aveva accettato il rimpatrio di Amri, ironia della sorte, solamente il giorno in cui è stato commesso l’attentato. Ad anni di distanza. Ma adesso le accuse sulla possibilità che la polizia aveva di fermare prima questo soggetto, conosciuto come delinquente, criminale e radicalizzato, si fanno più intense.

Lo scorso primo maggio ‘la polizia criminale del Nordreno-Vestfalia classifica Anis Amri come individuo pericoloso’ e lo comunica, fra l’altro, anche all’Italia. Amri avrebbe potuto essere fermato. Da diversi mesi i servizi segreti tedeschi lo tenevano d’occhio, sapevano che si stava radicalizzando velocemente e che voleva commettere un attentato. Nessuna prova concreta però per la magistratura per poterlo sottoporre a restrizioni della libertà personale. Le conseguenze le conosciamo.