Bimbo ucciso da meningite, il Meyer: ‘Se fosse stato vaccinato avrebbe avuto una chance’

Come prevedibile, risorge la polemica in relazione all’ennesima morte per meningite: solo che questa volta ad essere morto è un bambino di soli 22 mesi, che nulla ha potuto contro il meningococco che ha stroncato la sua giovanissima vita. Il bambino è deceduto al Meyer di Firenze, dove è arrivato in condizioni gravissime, disperate. I medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Il giorno seguente, la direzione sanitaria del Meyer ha convocato una conferenza stampa alla quale hanno partecipato molti giornalisti italiani.

vaccinoLe domande sono sempre quelle: il bambino avrebbe potuto salvarsi se fosse stato vaccinato? Il vaccino, risponde la direttrice sanitaria del Meyer, ‘sarebbe stata l’arma’. Con il vaccino il piccolo avrebbe avuto ‘più chance di sopravvivere’.
“Il piccolo avrebbe potuto fare il vaccino lo scorso anno e a distanza di un anno gli anticorpi sarebbero stati attivi efficaci” ha sostenuto la prof.ssa Chiara Azzari, immunologa al Meyer. Non dice che, ovviamente, se fosse stato vaccinato il bimbo si sarebbe sicuramente salvato, ma “il bimbo che è venuto la scorsa settimana con lo stesso ceppo, si è salvato perché era vaccinato”.

Ai genitori era arrivata a più riprese la lettera con cui l’ASL li invitava a sottoporre a vaccinazione il loro piccolo, contro il meningococco C. La famiglia aveva ricevuto più solleciti ma non aveva mai risposto.
C’è però da dire che alcune fonti vicine alla famiglia smentiscono che il bambino non sia stato vaccinato per una posizione ideologica o forbita da pregiudizi come quelle che si leggono in questi anni sui vaccini. Fonti della famiglia fanno sapere che i genitori avevano deciso di posticipare il vaccino solamente perché il bambino era di salute un po’ cagionevole: sarebbe stato vaccinato quando fosse stato più grande.