Brunhilde Pomsel, la segretaria di Goebbles, confessa: “Nessuno mi crede, ma io non sapevo nulla”

brunhildeCon la recente presentazione del film documentario ‘A German Life‘ al festival cinematografico di Monaco è venuta a galla la versione integrale della storia di Brunhilde Pomsel (105 anni), l’unica segretaria in vita di Joseph Goebbels teologo nazista ed ex braccio destro di Hitler al tempo della sua ascesa.

La donna era al centro del processo di propaganda del nazismo, i suoi compiti erano quelli di riportare i messaggi dai fronti di guerra (numero di soldati caduti, progressi sul fronte etc) e di alterare le notizie sugli avversari incrementando ad esempio il numero di stupri effettuati dai soldati sovietici in guerra. Nonostante avesse pieno acceso a tutte le informazioni segrete la Pomsel dichiara di non aver mai aperto i file che le passavano per le mani: “Era un tale onore essere scelta per portare tali messaggi che non sentivo il bisogno di leggerli“.

Il suo racconto parte dalla descrizione di Goebbels che definisce distinto e cortese, così come tutta la sua famiglia, insomma, nulla le faceva sospettare quello che veniva fatto realmente, d’altronde, ha spiegato, la propaganda nazista aveva fatto breccia nei cuori della sua generazione ed ogni proclamo veniva interpretato come una verità assoluta.

Il dubbio che fossero commesse delle atrocità non la sfiorò nemmeno quando una delle sue più care amiche di infanzia Eva Löwenthal fu deportata in un campo di concentramento, ad oggi si ritiene un po sciocca ad aver creduto che fosse stata portata insieme agli altri ebrei a ripopolare qualche territorio distante, ma giura sinceramente di non sapere cosa stesse accadendo: “Al tempo ci credetti, abboccai, sembrava tutto assolutamente plausibile. Molti non mi credono se dico che non sapevo nulla di quanto stava accadendo ne prima ne durante“.

Gli ultimi giorni di guerra, quando le armate russe stavano entrando nella capitale, Brunhilde venne trasportata con Hitler, Goebbels e rispettive famiglie all’interno del bunker, ammette che in quei giorni era distrutta “Come se una parte di lei fosse morta”, il terrore attanagliava tutti i presenti e ingenti quantitativi di alcol erano l’unico modo per riuscire a prendere sonno. Poi Hitler si uccise e dopo di lui Goebbels e famiglia. Dopo l’arresto tutto le fu chiaro e provo sincero rimorso per quanto fatto, tanto che decise di confessare tutti i nomi dei nazisti.