Dati di fine anno: meno morti per conflitti armati. Meglio anche il clima e la sanità globale

5112L’ultimo scorcio dell’anno diventa spesso un momento nel quale si è tentati di tirare le somme di ciò che ci lasciamo alle spalle. Un frangente in cui, a più livelli, dal personale al collettivo, si tenta di fare una stima complessiva degli ultimi dodici mesi trascorsi.

Ed ecco che, non senza un principio di stupore, scopriamo che il 2016 è stato un anno nel quale molte cose sono andate meno peggio di quanto non ci si aspettasse. Molte tematiche scottanti del nostro tempo infatti, dalla povertà ai decessi nei conflitti armati, dalle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, sino al numero di crimini commessi, appaiono in contrazione rispetto agli anni precedenti.

Decessi nei conflitti armati

Secondo i dati raccolti dall’Istituto Internazionale di Studi Strategici, ad esempio, il bilancio delle vittime della guerra che si sta svolgendo in Nigeria contro il gruppo islamista Boko Haram ha subito una diminuzione rispetto al 2015. Come osserva Anastasia Voronkova, ricercatrice IISS per i conflitti armati: “Nel 2016 i decessi dovrebbero essere notevolmente inferiore agli 11.000 registrati nel 2015”.

Complessivamente, il numero di persone decedute per i conflitti bellici dovrebbe essere inferiore alle 167.000 del 2015.

Emissioni

Anche nel campo ambientale arrivano alcuni segnali incoraggianti. Nonostante il 2016 sia stato uno degli anni più caldi mai registrati finora, e nonostante la calotta polare artica si trovi attualmente ben 20° al di sopra delle temperature medie invernali, le emissioni di anidride carbonica rimangono agli stessi livelli degli ultimi 3 anni. Un traguardo che ha impiegato 25 anni per essere raggiunto. Certo, sono ancora molte le incognite che pesano sul prossimo futuro, a cominciare da quanto deciderà il presidente statunitense, Donald Trump, in merito all’accordo sul clima di Parigi (che molti analisti scommettono verrà stracciato dal tycoon) e in merito al sostegno all’industria del carbone, per mesi cavallo di battaglia della campagna elettorale del repubblicano.

Crimine

I reati sono calati in tutto il continente europeo, ad eccezione della Gran Bretagna dove, dal referendum sulla Brexit in poi, si è avuta una recrudescenza dei crimini a sfondo razziale. In generale, ad ogni modo, una maggior sicurezza ha permesso una contrazione dei furti in casa e contro la proprietà. Tassi di omicidio in declino anche in centro America, inoltre, dove il martoriato stato di El Salvador, da anni in vetta alla classifica, ha visto per il periodo luglio-settembre, un calo degli omicidi del 50%.

Malattia

Un dato positivo arriva anche per ciò che concerne la lotta alle malattie più pericolose al mondo. Lo Sri Lanka, ad esempio, è stato l’ultimo dei Paesi ad essere dichiarato finalmente libero dal flagello della malaria. Adesso lo step successivo è quello di ridurre il tasso anche nell’Africa sub-sahariana. L’aspettativa di vita è aumentata di 10 anni rispetto a quanto non fosse 1980.

G.c.