Brasile: scoppia una rivolta in carcere, la polizia fa un massacro

ribellioneUna rivolta nel carcere di Manaus (Brasile) che si presume sia stata orchestrata dai militanti del PCC (organizzazione criminale ritenuta colpevole di svariate sommosse ed evasioni) è stata repressa nel sangue dalla polizia brasiliana.

Stando alle fonti che provengono dal paese latino americano (O’Globo è la fonte principale) tutto è cominciato con una rissa tra due gang rivali per il controllo del traffico della droga nella prigione, Familia do Norte e Primero Comando da Capital, in seguito ai tumulti sono intervenuti i primi agenti della polizia penitenziaria che hanno cercato di sedare la rissa con manganellate e colpi di pistola.

L’intervento degli agenti ha fatto spostare il focus dello scontro tra detenuti e poliziotti, nella violenta sommossa (durata 17 ore) in molti sono caduti (si parla di oltre 60 morti tra i detenuti e di poliziotti feriti e tenuti in ostaggio), ma quello che sconvolge maggiormente non è il numero dei morti, bensì la violenza con la quale questi sono stati uccisi.

In alcuni video è possibile vedere i corpi dei detenuti accatastati l’uno sopra l’altro, fiumi di sangue che scorrono per i pavimenti della struttura, ma sopratutto pezzi di cadaveri accatastati in un cesto per la biancheria. I media locali affermano che alcuni detenuti, approfittando della confusione generata dalla sommossa, siano riusciti a scappare, delle squadriglie di ricerca sono già sulle loro tracce e difficilmente ricondurranno gli evasi nelle loro celle. Non è la prima volta che il Brasile balza agli onori della cronaca per episodi di eccesso nell’uso della forza da parte delle forze dell’ordine, tanto che la violenza e la corruzione della polizia brasiliana sono state spesso denunciate in diversa forma (documentari, inchieste e film).

Ecco di seguito le disgustose immagini del massacro operato dalle forze dell’ordine, sconsigliamo la visione ai soggetti sensibili.