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Facebook censura la statua di Nettuno per eccessiva nudità

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fontana-del-nettunoIn un mondo in cui la nudità è entrata a far parte della quotidianità con pubblicità più o meno esplicite che fanno capolino in ogni cartellone della città, con spot alla televisione che coprono solo il minimo indispensabile per non andare incontro alla censura, con adolescenti che crescono troppo presto e, seguendo le loro “Eroine” e i loro “Eroi” televisivi,  si fanno selfie e belfie ai limiti della pubblica decenza, è possibile che le opere d’arte siano diventate l’unico riferimento esplicito alla sessualità da bandire dai social network?

Il paradosso si è verificato nella pagina personale di una scrittrice bolognese, Elisa Barbari, che voleva pubblicizzare un evento. La donna aveva scelto come immagine del suo annuncio la statua del Nettuno da sempre simbolo di Bologna, ma il social network lo ha bloccato perché l’immagine viola le linee guida per la pubblicità su Facebook, ovvero quelle che vietano la pubblicazione di immagini di nudo o che si soffermano su parti intime del corpo.

La scrittrice, dopo il blocco, si è sfogata pubblicamente sul suo profilo scrivendo: “Volevo sponsorizzare la mia pagina ma a quanto pare per Facebook la foto del nostro Gigante è un contenuto esplicitamente sessuale che mostra eccessivamente il corpo o si concentra su parti del corpo senza che sia necessario. Il Nettuno?? Robe da matti!”.

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