Terrorismo, espulso marocchino che fondò Centro Islamico a Padova. ‘Chiara propensione a jihad’

E’ stato espulso con un provvedimento del Ministro dell’Interno un marocchino 32enne che viveva a Padova, in zona Mortise, con regolare permesso di soggiorno ‘per motivi familiari’. Una lunga indagine è stata effettuata prima di espellere il 32enne dal territorio italiano. Il motivo della espulsione è quello dell’integralismo religioso: l’uomo infatti era comparso nell’indagine del 2015 come facente parte di un gruppo estremista islamico, la Jihadia Salafiyya Padova, che agiva proprio nella città.

padovaQuesto gruppo fondamentalista agiva indisturbato, diffondendo messaggi di propaganda e facendo proselitismo attraverso la diffusione di video e di messaggi in arabo. Non solo, il 32enne era anche in contatto con l’Imam della moschea di Schio, provincia di Vicenza, già espulso dall’Italia il 30 settembre dl 2015 in quanto considerato anch’egli estremista.
Il 32enne era giunto all’attenzione degli inquirenti in quanto co-fondatore di un Centro Islamico a Padova. 

Il materiale che gli inquirenti hanno avuto a disposizione parlano di un soggetto fondamentalista, di un musulmano estremista, della sua volontà di diffondere il credo islamico più estremista e della ‘propensione alla guerra santa’, che è stato anche confermato dalla ex moglie del soggetto. Infatti l’uomo voleva anche imporre l’uso del velo alla moglie ed alla bambina. L’uomo è stato accompagnato dalla polizia a Malpensa ed è volato verso Casablanca.