Terrorismo, l’intelligence: “Albania nuova frontiera Isis. Per la Puglia una polveriera”

controlli_polizia_ge20012015_1624-f150120184838-679x380La Dda di Bari lancia l’allerta terrorismo in Italia. Non un semplice monito alla prudenza, ma una vera e propria istantanea sulla situazione che va evolvendosi in uno dei Paesi più prossimo al nostro, l’Albania.

Stando alle informazioni raccolte dagli 007 italiani, infatti, nel vicino Paese balcanico è in corso una graduale radicalizzazione di alcune comunità autoctone sulle quali, non da poco tempo, sventola ormai la bandiera del Califfato islamico. Paesi di provincia come Leshnica, Zagorcan, Rremeni, dalle cui case sono partiti molti giovani finiti a militare fra le file dell’Isis nella terribile guerra siriana. Stando sempre a quanto riportato dall’intelligence, dallo scoppio delle ostilità nel paese mediorientale un numero di giovani stimato attorno alle mille unità è partito alla volta di Aleppo. La maggior parte di questi veniva, appunto, dall’Albania.

Ma non solo. Molte moschee sono state poste sotto il vigile controllo delle autorità albanesi, che hanno individuato almeno una decina di imam ritenuti fortemente pericolosi. Due di essi, i più radicali di quest’elenco, sono ora in carcere con l’accusa di reclutamento, Non è ancora ben chiaro se Almir Daci, la primula rossa di questi imam, sia effettivamente deceduto in Siria o meno.

Ad ogni modo la preoccupazione maggiore è per la possibile vulnerabilità del nostro territorio, soprattutto nella zona del Salento e della Puglia in generale. Non tanto, come chiariscono i servizi, per una questione legata all’ingente flusso di immigrati in arrivo sulle nostre coste, ma per la circostanza che fa del Salento una delle zone più connesse con l’Albania. E’ nella provincia del capoluogo salentino, infatti, che molte famiglie di quegli stessi paesi albanesi hanno trovato una nuova vita. Il timore, dunque, è che qualcuno di questi giovani possa venire reclutato dai proclami dei terroristi e possa compiere qualche attentato.  Ne è un esempio Ervis Alinj, un ragazzo trasferitosi in Puglia con la famiglia, radicalizzatosi poco meno di due anni fa e morto in Siria mentre combatteva tra le file di Daesh. E suona come un monito l’allarme lanciato dalle fonti investigative, che ammoniscono sull’attuale situazione in Albania: “Quel Paese- dicono- sta diventando una polveriera”.

Giuseppe Caretta