Raffaele Sollecito su Facebook: barzellette, omicidi e consigli su come cancellare prove

raffaele-sollecitoContinua la polemica nei confronti di Raffaele Sollecito, uno dei principali indagati per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher.

Il Fatto Quotidiano ha infatti portato alla luce la nuova vita del giovane, coinvolto in uno degli episodi di cronaca nera più seguiti degli ultimi anni e per i quali, ad oggi, risulta responsabile soltanto Rudy Guede, detenuto in carcere con l’accusa di omicidio. Stando ai resoconti dettagliati di Selvaggia Lucarelli, Sollecito avrebbe intrapreso una nuova carriera come opinionista comico su alcuni gruppi Facebook. Nulla di scandaloso, se non fosse per il fatto che, in questi gruppi, il giovane si sia prodigato in decine di commenti e battutacce grottesche, sfiorando nelle sue pluripremiate performance, la paradossale mancanza di pudore. Consigli su come uccidere le ex, fotografie che lo ritraggono accanto ad una bistecca con in mano un coltello, barzellette aventi come oggetto omicidi, scuoiamenti, uccisioni.

Tra gli impegni sul gruppo “Pastorizia never dies” e “#acazzoduro”, Sollecito ha velocemente scalato la vetta della visibilità raccogliendo consensi e stuoli di ammiratori. A testimonianza del suo operato si possono leggere scambi di battute fra lui e gli utenti dei gruppi in questione che, davvero, lasciano interdetti per la loro lampante dabbenaggine: “Maestro- gli scrive con affetto un utente che si fa chiamare Denis- mi insegni come si cancellano le tracce di un delitto che ho due cose da risolvere?” E lui, non pago dell’esperienza vissuta in prima persona, si prodiga nel ruolo che gli viene chiesto a furor di popolo: “Semplice- risponde- Ci caghi sopra e nessuno si avvicina.” Frasi che farebbero impallidire il più intrepido degli imputati. Ancora: “Ti prego- gli scrive una giovane di nome Giulia- non essere crudele quando mi ammazzerai.” E lui, bontempone, risponde: “Non ti preoccupare, sarò gentile e indolore.”

Una sequela di trivialità davvero di cattivo gusto. Barzellette vergate di suo pugno: “Entro in un negozio di pentole. Chiedo: avete set in rame? Il commesso mi guarda, ci pensa e fa: per i set di coltelli dovresti rivolgerti al negozio affianco.” Così, di risata in risata, il senso del pudore scema nella libellistica targata 2.0, in una società dissolta e dissoluta che non riesce più neppure a distinguere la vittima dai carnefici, e i propri eroi dagli affabulatori.

Giuseppe Caretta