Salvini al Rigopiano, insorge la rete: “Sciacallo, vergognati”

2205332_salvini_in_abruzzoCi ha provato. Almeno questa è l’unica cosa che si possa dire senza vergogna. Matteo Salvini, leader della Lega Nord ed ormai personaggio pubblico perennemente in polemica con lo status quo, non ha resistito alla tentazione di entrare anche lui nel calderone mediatico nel quale sono sprofondate le famiglie di coloro che hanno un parente, o un amico, ancora sepolti nella tragedia del Rigopiano.

Così ha indossato i suoi doposci, si è imbacuccato con giacca a vento, e si è recato sul posto a portare la sua solidarietà ai volontari, “ai quali sono vicino”, come ha impropriamente dichiarato mentre osservava le operazioni di soccorso. Una presenza necessaria, a suo parere, dato che il Pd avrebbe affidato l’emergenza ad “un ex governatore fallito.” Non c’è più la compostezza ossequiosa del silenzio, non più il riserbo, espressione di rispetto, per chi sta attendendo col cuore in mano di capire che sorte sia toccata ai propri cari.

Dopo aver fatto incetta di immagini e commenti non richiesti, dopo aver sciorinato dirette “freelance” per Radio Padania,  Salvini si è poi recato da Lilly Gruber come ospite del suo programma, Otto e mezzo. Sempre in doposci, sempre ostentando una mancanza di riguardo che fa della professione politica qualcosa di molto simile alla tanfa mal sopportata, ma quanto mai presente, dei ruffiani in cerca della lacrima fruttuosa. Nessuna scusa, per la mancanza di contegno. Il leader della Lega ha bucato lo schermo con la retorica sparacchiata a tutto campo di chi suppone che ogni guerra sia buona per portare a casa qualche magro risultato elettorale. E pazienza se si cammina, letteralmente, in posti dove la morte è venuta a ricordare a tutti la precarietà dello stare al mondo. Pazienza se ci si deve sorbire qualche migliaia di insulti via social. Tutto passa, tutto passa. In un momento storico nel quale esiste ciò che appare, e si premia chi più spinge, Salvini esemplifica la migliore delle lezioni per fare strada in questi giorni: mettere da parte ogni decenza pur di salire sul carretto che trascina la baracca.

Giuseppe Caretta