Rivoluzione d’Ottobre, i comunisti russi: “Sanzioni per chi nega fatti storici”

comunistiI comunisti di Russia, un partito minore di sinistra, hanno proposto di multare coloro che negano o distorcono la storia ufficiale della Rivoluzione bolscevica del 1917, affermando che tali false dichiarazioni “potrebbero seminare discordia sociale e minare la stabilità del Paese”.

In una lettera inviata al portavoce della Duma Vyacheslav Volodin, Maksim Suraikin, il capo del partito, ha scritto che un certo numero di politici russi, per lo più rappresentanti delle forze liberali e di destra, in qualità di promotori di “valori occidentali”, hanno iniziato a fare “dichiarazioni vuote, sostenendo che eventi come l’assalto al Palazzo d’Inverno e il colpo di cannone storico della incrociatore Aurora non hanno mai avuto luogo”.

Il leader comunista ha scritto che tali posizioni potrebbero portare il dissenso e il caos nella società russa, in contraddizione con fatti provati, e disorientare la generazione più giovane

Per questo Suraikin ha proposto che la Duma di Stato approvi una legge per far sì che la “negazione di fatti storici o la distorsione di eventi che si riferiscono alla Rivoluzione d’Ottobre in discorsi pubblici e nei mass media” diventino un reato civile con una punizione che va da una multa di 5000 rubli (circa 85 dollari) fino all’obbligatorio servizio alla comunità.

“L’approvazione di questo disegno di legge permetterebbe alla Russia di celebrare il centenario della rivoluzione in un ambiente solenne, fermando sul nascere i tentativi distruttivi di forze che cercano di minare la stabilità della società russa”, ha osservato Suraikin.