Brasile, torna in campo la “nuova” Chapecoense: lacrime e commozione fra i tifosi

C_2_fotogallery_3006890_0_imageE’ stata una giornata indimenticabile, intensa, piena di lacrime e di solidarietà. Ecco quello che è accaduto durante il ritorno in campo della nuova squadra della Chapecoense.

Un mare di folla commossa ed emozionata, i superstiti dell’incidente in campo a ricevere i tributi di più di 20mila spettatori. E poi un mare di bandiere verdi, quelle di una squadra spazzata via dall’assurdità di un destino che ha strappato alle loro famiglie, e ai loro cari,  71 passeggeri del volo 2933 schiantatosi lo scorso 29 novembre.

Jackson Follman, il portiere di quella che fu la Chapecoense, avanza sulla sedia a rotelle stringendo fra le mani la coppa Sudamericana. Accanto a lui, in lacrime, Alan Ruschel, il mediano, e poi Helio Hermizo Zampier Neto, il difensore che cammina aggrappato alle sue stampelle. Sono loro i superstiti di quell’assurdo incidente che ha falciato via un’intera squadra. Una squadra che nessuno sembra intenzionato a scordare, né imprenditori, né tifosi né concittadini. Per loro sono accorsi in migliaia, per loro si è tirato su un vero e proprio merchandising che sta letteralmente spopolando fra la gente: prezzi contenuti e ricavati destinati alle famiglie di chi non c’è più. Ecco la politica di solidarietà messa in campo da un tessuto sociale che si rifiuta di far vincere il dolore e non nasconde il proprio sbigottimento per l’accaduto.

Il presidente del Club avanza lungo una grande pedana messa al cento del campo prima del fischio d’inizio. Su di essa trovano spazio molte donne: sono le mogli, le madri, le sorelle dei giocatori, dei dirigenti, dei giornalisti, di tutti coloro che non ci sono più. Il presidente abbraccia tutte una ad una, visibilmente commosso. Poi ha inizio la sfilata della nuova formazione: volti giovani, capaci di ridare speranza ad un club e ad una città intera.

Quando l’arbitro da inizio alla gara contro il Palmeiras (gli ultimi avversari che la Chapecoense aveva affrontato prima della tragedia), c’è solo spazio per l’emozione. Finirà 2 a 2, ma poco importa. Quello che conta è aver reso anche oggi una giornata memorabile, è aver espresso il proprio sincero cordoglio e il proprio dispiacere. Il resto lo farà il tempo, si, e questi 11 ragazzi destinati a raccogliere un’eredità difficile sicuramente, ma quantomai necessaria.

Giuseppe Caretta