Papa Francesco: “Trump? Vedremo, ma attenzione ai populismi”

Papa-Francisco-malUn’ora e quindici minuti di intervista, questo è quanto rilasciato da Papa Francesco al Pais. Nel giorno in cui il nuovo presidente americano, Donald Trump, spaventava il mondo con il suo insediamento ufficiale, Bergoglio parlava di lui con il periodico spagnolo.

Un’intervista a tutto tondo, nella quale emerge l’assoluta padronanza del Pontefice rispetto alle tematiche non solo inerenti alla Chiesa, ma anche al mondo contemporaneo e alle sue contraddizioni, il Papa si è lasciato andare ad alcune opinioni sulle questioni più spinose di questi giorni: “Trump?- dice infatti Papa Francesco con la semplicità espressiva che lo caratterizza- vedremo quello che fa, e allora valuteremo: non si può essere profeti di calamità.

“Se mi spaventassi o gioissi di ciò che potrebbe accadere, potremmo cadere in una grande imprudenza. Tra essere profeti o di calamità o di cose buone che non verranno, né l’una né l’altra. Si vedrà. Vedremo quello che fa e allora valuteremo. Sempre cose concrete. Il cristianesimo, o è concreto, o non è cristianesimo.”

Ma non solo America. Bergoglio parla anche di Cina, del suo desiderio di visitare la Repubblica Popolare Cinese: “Quando mi inviteranno”, chiude ironicamente. Poi la crisi economica e le sue ricadute politiche: “Le crisi provocano delle paure, delle allerte. Per me, l’esempio più tipico dei populismi europei è quello tedesco del ’33. Dopo Hindenburg, la crisi del 30, la Germania è in frantumi, cerca di rialzarsi, cerca la sua identità, cerca un leader, qualcuno che gli ridia la sua identità e c’è un ragazzetto di nome Adolf Hitler che dice “io posso, io posso”. E tutta la Germania vota Hitler. Hitler non rubò il potere, fu votato dal suo popolo, e poi distrusse il suo popolo. Questo è il pericolo. In tempi di crisi, non funziona il discernimento e per me rappresenta un punto di riferimento continuo. Cerchiamo un salvatore che ci restituisca la nostra identità, difendiamoci con muri, con fili spinati, con qualsiasi cosa dagli altri popoli che possono toglierci la nostra identità. E questo è molto grave”.