Trievolo, il paese nel bergamasco che controlla con Whatsapp: “Segnaliamo persone sospette”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:31

Fossimo in un romanzo, non si esiterebbe ad incasellarlo nella categoria catastrofista, nel filone visionario e claustrofobico dal quale sono nati immensi capolavori come il celeberrimo Grande Fratello di George Orwell o Mondo Nuovo di Aldous Huxley.

Polizia, carabinieri, forze dell’ordine e cittadini alleati in una serrata caccia al ladro, al malintenzionato, a chiunque possa essere sospettato di essere un elemento di insicurezza in un borgo che vuole essere protetto ad ogni costo. Nessuno può entrare o uscire dal paese senza essere immortalato da un esteso sistema di videosorveglianza che identifica le targhe. In più, in questo fantapolitico scenario, i cittadini sono tutti interconnessi grazie ad un gruppo di Whatsapp sul quale è possibile far scattare l’allarme nel caso in cui qualcosa di anomalo dovesse presentarsi a portata di sguardo.

Spiega infatti la sua “ideatrice”, Silvana Fregeni: “Tornata dalla spesa mi avevano portato via tutto! L’oro, catenine, 2212908_whatsapp_treviolo_furtimedagliette, gioielli. Telefoni, tv, computer, giubbotti, le maglie di mio marito. Un trauma. Allora Francesco e gli altri si sono dati da fare.”

E così si arriva a stilare le prime, semplici regole di ingresso in questa collettività 2.0: “Poche regole, ma chiare. Non siamo una ronda, non siamo una chat, perciò niente chiacchiere inutili”. Un sistema che ha preso piede e che, ad oggi, conta nel paese di Treviolo, nel bergamasco, qualcosa come 1.001 persone. Non solo furti, nella piccola roccaforte virtuale si fa attenzione anche alle truffe, ai raggiri, insomma ci si prende cura del benessere della collettività: “Se uno viene da me e cerca di rifilarmi soldi falsi, io diramo l’allarme ai colleghi commercianti.” E’ il corpo sociale che respira, questa nuova dimensione di sicurezza condivisa alla quale tutti gli abitanti tendono con non convenzionale zelo. Racconta ancora Filippo, 70 anni: “Ormai sono abituato a osservare cosa succede intorno a me, ho anche tagliato gli alberi in giardino per avere una visuale migliore.” A chi ricorda che tutto ciò suona vagamente inquietante, Floriano Gaverina, incisore di metalli, risponde: “Copriamo 28 chilometri quadrati, non c’è strada che non sia coperta.” “E’ gratis, è apolitico-continua Daniele Cappellano, referente del gruppo, moderatore dello stesso, ed anello di congiunzione fra i cittadini e le forze dell’ordine-. Una collaborazione tra vicini, come succedeva cinquant’anni fa nei cortili.”

Peccato che, di cortili abitati, ne siano rimasti ben pochi in giro per strada. Solo un ordine immobile, un silenzio nel quale trillano i messaggini di Whatsapp inoltrati da impauriti concittadini. Il resto, per quel che appare, è solo il simulacro di un’apparente sicurezza pagata a caro prezzo. Ma tant’è, a Treviolo, in tutto ciò, i reati sono crollati incredibilmente.