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Hanne Gaby Odiele, la modella fa coming out: “Sono intersessuale, basta ai tabù”

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Stanno creando molto scalpore le dichiarazioni della modella belga Hanne Gaby Odiele, rispetto alla sua condizione

di “intersessualità”, condizione sulla quale ha deciso di fare pubblicamente coming out.

La 29enne, che ha lavorato per prestigiose firme della moda come Dior, Mullberry, Balenciaga, Chanel, Prada e Alexander Wang, fa parte di quell’1,7% della popolazione mondiale che le Nazioni Unite hanno stimato essere nate con un’anomalia nell’apparato sessuale per la quale si possiedono delle caratteristiche genetiche predominanti (che siano maschili o femminili) ma si è dotati di un organo sessuale opposto. Hanne, ad esempio, è nata con l’organo maschile non perfettamente sviluppato. All’età di 10 anni, come raccontato dalla stessa modella, Odiele è stata sottoposta ad un intervento di asportazione dei testicoli a causa dell’alta probabilità che la sua particolare condizione favorisse l’insorgere di masse tumorali. A 18 anni un altro intervento di ricostruzione della vagina.

La modella, che è sposata con John Swiatek, suo collega, ha raccontato la propria esperienza personale ai media al fine di favorire il superamento dell’omertà che impedisce di parlare pubblicamente di questo tipo di problematiche: “E’ molto importante per me, in questo momento della mia vita, rompere questo tabù -ha detto ai giornalisti dell’Usa Today-. A questo punto, in questi giorni ed in questa età, dovrebbe essere perfettamente normale parlare di questo.”

Il nodo fondamentale della vicenda ruota attorno agli interventi chirurgici di “normalizzazione” ai quali sono sottoposti molto spesso gli individui intersessuali. Pratiche spesse volte condotte in ambulatori di fortuna, non essendo la materia regolamentata in praticamente nessun Paese del mondo, ad eccezione del Cile e dell’isola di Malta nei quali tali interventi sono stati banditi. Ha ancora affermato il marito della modella: “Sono incredibilmente orgoglioso di mia moglie. Mi ha molto impressionato la sua decisione di sostenere i bambini intersessuali al fine di dare loro la possibilità di far valere le proprie menti sui loro corpi, a differenza della mancanza di opzioni e di informazioni alla quale Hanne e la sua famiglia (come tanti altri) sono stati sottoposti.”

G.c.