Ecco perché Peña Nieto non vuole il proseguimento del muro al confine col Messico

In questi giorni si fa un gran parlare della volontà di Donald Trump, presidente USA, si proseguire la costruzione del muro al confine con il Messico, muro la cui costruzione è cominciata nel lontano 1994 per volontà dell’allora presidente democratico Bill Clinton e che fu approvato dal Senato nel 2006, con tanto di voto favorevole di Barack Obama e Hillary Clinton.

Trump non ha mai fatto mistero di voler proseguire la costruzione del muro per fermare l’immigrazione illegale e il traffico di droga dal Messico verso gli USA. Una situazione drammatica, che molto giornalisti sembrano palesemente ignorare, ma che è un grande problema per gli Stati Uniti d’America. Enrique Peña Nieto per ‘protesta’ contro la decisione ha deciso di annullare l’incontro con Trump previsto a Washington per martedì’ prossimo.

Ma non è difficile immaginare perché il presidente di uno Stato come il Messico, non voglia il completamento del muro. Qualche dato: nel 2014 secondo le stime del PEW Research, gli immigrati presenti irregolarmente e quindi clandestinamente negli USA erano 11,3 milioni.
La metà erano messicani. Rappresentavano il 3,5% della popolazione totale.

Il 52% del flusso di immigrati verso gli USA è rappresentato da messicani. Un fenomeno spinoso col quale si sono scontrate tutte le presidenze USA. Mai nessun presidente statunitense ha proposto di abbattere il muro al confine col Messico. Se ben si capisce che al Messico possa dar fastidio un argine rispetto alla ‘fuga di persone’ verso la patria promessa USA, non per questo bisogna cercare di demonizzare il tentativo del presidente di porre un freno alla piaga dell’immigrazione clandestina. In ogni caso il presidente del Messico ha ribadito “la sua volontà di lavorare con gli Stati Uniti per trovare accordi favorevoli a entrambe le nazioni”.