Rapina a Ghedi, la vita di Francesco è appesa ad un filo. Qualche ora per conoscere il suo destino

Il bollettino dei medici è implacabile: ‘Grave trauma cranico encefalico’. Questa è la situazione in cui versa Francesco Scalvini, 36 anni (37 domenica), elettricista di Ghedi colpito alla testa da una spranga da dei rapinatori che lui, il padre e lo zio hanno soppresso in flagrante a rubare nella casa del padre. Colpito con un cacciavite e quindi con il piede di porco che i ladri, sembra di origine slava, hanno usato per entrare nell’abitazione scardinando la finestra.

Giorni dopo la violenta aggressione, Francesco è ancora in ospedale sospeso fra la vita e la morte. I medici non si sbilanciano, Francesco è stato operato per ridurre l’ematoma, ma le sue condizioni sono critiche. “Ci hanno riferito che è troppo presto perché si svegli dal coma” ha detto uno zio della vittima.

La moglie Cristina non lo lascia solo un attimo. Sono tutti in attesa di sapere qualcosa sul destino di Francesco. “Tutti a rotazione ci rechiamo da lui, non lo lasciamo solo un attimo” ha detto lo zio.
Ci vorranno altre 24 ore per sapere di più sul destino di Francesco: un uomo di soli 36 anni, che ha cercato di fermare i ladri ed è stato massacrato nel giardino della casa del padre. Intanto a Ghedi il comitato ‘Brescia ai Bresciani’ fa notare come i furti in casa siano cresciuti esponenzialmente e chiedono più sicurezza nelle case.