Facebook, scambiata per Giorgia Galassi del Rigopiano: sommersa da messaggi e insulti

Una vicenda, collegata alla terribile tragedia dell’hotel Rigopiano, sembra per certi aspetti esemplificare alcune caratteristiche della società moderna nella quale, immagini e partecipazione diretta ad eventi del vivere comune, si mescolano generando corto circuiti di significati.

Avviene infatti che Giorgia Galassi, una delle superstiti di quel drammatico evento, sia stata fatta oggetto di messaggi più o meno solidali, più o meno denigratori, dopo che, a poche ore dal suo miracoloso recupero, la giovane ha deciso di pubblicare su Facebook alcuni post di ringraziamento. La polemica, cresciuta nel corso delle ore, ha assunto velleità morali quando Giorgia ha postato la foto di un regalo ricevuto da un’amica, un mazzo di fiori accompagnato da uno Swarovski.

E’ qui che il fenomeno diviene grottesco. Un’altra giovane, che non ha nulla a che fare col Rigopiano, diviene a sua volta oggetto di attenzioni da parte di centinaia di utenti interessati a contattarla. Si tratta sempre di una Giorgia Galassi, ma un’altra, omonima della prima, che d’un tratto riceve “400-500 richieste di amicizia”, come lei stessa ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata al nostro giornale. “Messaggi di solidarietà misti ad alcuni in cui mi accusavano di aver avuto poco rispetto per le altre vittime- continua ancora la giovane, da giorni al centro di un lampante caso di “scambio di persona”-. Le richieste di amicizia erano iniziate anche prima, ma diciamo che il boom c’è stato dopo la polemica per le critiche che (l’altra Giorgia Galassi, ndr), aveva ricevuto.”

Un effluvio di commenti nei quali “abbondavano messaggi di solidarietà”, ma anche talaltri che coglievano l’occasione per dire la loro “semplicemente per esistere- come conferma sempre la signorina Galassi “bis”- per “aggrapparsi a ciò che è famoso al momento, per sentirsi parte di esso.”

Una sorta di febbre mediatica, dunque, che ha lasciato addosso a questa giovane, finita suo malgrado sotto gli occhi dell’opinione pubblica, “un’impressione negativa.” Dice ancora l’interessata a riguardo: “Anche io ho seguito la vicenda e nonostante l’omonimia non mi sarei mai sognata di contattare Giorgia Galassi, né di mandarle messaggi o di chiederle l’amicizia. Anche la solidarietà, talvolta, può essere fuori luogo.”

La ragazza aggiunge che “adesso la cosa si è un po’ sgonfiata, ma spero che tutto si silenzi al più presto. Non è un tentativo di ricavare attenzione su di me, anzi, è il bisogno di denunciare la pochezza della società, alla quale ho assistito mio malgrado.” Uno sfogo di cui, talvolta, c’è bisogno per ridare agli eventi la loro giusta collocazione.

Giuseppe Caretta