Trump firma nuovo emendamento: “Stop immigrati da 7 paesi islamici”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:14

Donald Trump è un fiume in piena. Dopo aver scompaginato completamente l’agenda (e la dialettica) dell’intero sistema politico internazionale, oggi il presidente americano ha dato seguito ad un altro cavallo di battaglia della scorsa campagna elettorale, insegnando al mondo un’altra lezione che difficilmente potrà essere dimenticata: Donald Trump mantiene le sue promesse. Costi quel che costi, in un caleidoscopico giro di walzer, è fermamente intenzionato a restituire “al popolo americano” quel potere e quella centralità che gli ultimi anni di presidenti “morbidi” gli avevano tolto.

E quindi stop agli ingressi negli Stati Uniti, adesso solo per tre mesi, poi si vedrà, a chiunque provenga da sette paesi islamici considerati “vicini” al terrorismo: Libia, Iran, Iraq, Somalia, Yemen, Sudan e Siria. Nessuna persona potrà varcare la frontiera americana se proveniente da qui. “L’ingresso di cittadini e rifugiati siriani- scrive il presidente nell’ordine esecutivo- è dannoso per gli interessi del Paese.” A compensazione di ciò, c’è da dirlo, Trump ha anche richiesto al Pentagono la creazione di una “safe zone”, una zona di sicurezza attorno alla Siria, per garantire protezione ai siriani che tentano di scappare dalla guerra.

Novità significative anche per coloro che, negli Usa, ci risiedono di già. Il rinnovo dei visti di lavoro per cittadini stranieri non sarà più automatico, ma richiederà un colloquio personale con le autorità diplomatiche americane. Richiesta anche, da parte del presidente, un’accelerazione per ciò che concerne il tracciamento bio-metrico di tutti i viaggiatori in entrata ed in uscita dagli Stati Uniti.

Una vera rivoluzione, insomma. E mentre si chiudono le frontiere, si implementano i controlli di sicurezza interni, si sbigottisce il mondo con emendamenti fiume che, in appena dieci giorni, hanno ribaltato l’ordinaria scaletta delle cancellerie internazionali, “The Donald” spinge in avanti la corsa agli armamenti con l’intento di “iniziare una grande costruzione delle forze armate americane, per sviluppare un piano per nuovi aerei, nuove navi, nuove risorse e strumenti per i nostri uomini e le nostre donne in uniforme.”

“Il nostro futuro- garantisce Trump- è quello di essere la guida del mondo”, e stando a quanto fatto finora c’è da credere, assolutamente, che sia intenzionato a mantenere anche questa promessa.

Giuseppe Caretta

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