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Studente universitario inventa case mobili galleggianti low cost

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Quando un giovane europeo si iscrive ad una Università spesso ha le idee molto chare su quale scegliere, ma un po’ meno chiare su come organizzarsi. Poche Università dispongono di campus con stanze, perciò sempre più spesso i giovani devono trovare una sistemazione in affitto e chi affitta le stanze non si fa certo scrupolo nel chiedere cifre piuttosto onerose. Kim Laudrup, fondatore della società danese di design Urban Rigger, se n’è accorto quando è toccato al figlio  e le cifre eccessive richieste gli hanno fatto cercare una soluzione alternativa adatta  agli studenti. Con la sua e un’ altra società è stato studiato il problema ed è scaturita l’idea di creare case mobili galleggianti utilizzando i containers per creare delle strutture modulari e a basso costo.

Nei containers sono state inserite pareti in materiale isolante, sia per il termico che per l’acustico rinforzate da uno speciale gel messo a punto dalla Nasa. Sono ammobiliati con una camera da letto, bagno privato e cucina per una o due persone e poggiano su una struttura centrale che costituisce una sorta di giardino d’inverno, con terrazze di copertura e dotata di pannelli solari e di una lavanderia. La scelta di posizionarli sull’acqua è dovuta ad una ricerca che ha evidenziato come le università siano per la maggior parte posizionate in zone marine o fluviali, per cui sono state arricchite con piattaforma per i tuffi,  attracco per i kayak e una zona barbecue, il tutto per un affitto di 500/600 euro al mese.

Daniele Orlandi

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