Trump licenzia il ministro della Giustizia: aveva fatto ostruzionismo sul decreto presidenziale

Donald Trump, presidente USA, ha deciso di licenziate Sally Yates, il ministro della Giustizia che ha chiesto al dipartimento di non difendere in tribunale il decreto sull’immigrazione, che pone uno stop temporaneo all’immigrazione di sette Paesi contenuti nell’Atto contro il terrorismo siglato dall’ex presidente Obama nell’amministrazione precedente.
La Casa Bianca ha spiegato così il licenziamento: “Yates ha tradito il Dipartimento di Giustizia rifiutando di attuare un ordine messo a punto per difendere i cittadini americani”.

Yates aveva eccepito che il decreto non fosse legale: “Sono responsabile dell’assicurare che le posizioni assunte in tribunale siano coerenti con l’obbligo solenne dell’istituzione di cercare la giustizia. Al momento, non sono convinta che la difesa del decreto sia in linea con queste responsabilità e non sono convinta che il decreto sia legale’. In realtà il decreto sull’immigrazione non è illegale, in quanto non fonda una discriminazione sulla base religiosa. La parola ‘muslim’ infatti non compare neppure una volta nel provvedimento, e gli Stati ai quali fa riferimento sono stati decisi non da Trump ma dall’amministrazione presidente.

Da questo punto di vista, è incomprensibile anche l’uscita dell’ex presidente Obama, che lungi dal rispettare l’operato del suo successore si è immischiato nella faccenda con una affermazione grave: sostenendo che il decreto fondi ‘una discriminazione sulla base religiosa’. Dimenticando che i Paesi che hanno subito il blocco non sono totalmente musulmani: vi sono anche cristiani e altre minoranze religiose nella popolazione.