USA: bambino di 5 anni bloccato in aeroporto perché sospettato di terrorismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:16

Non era difficile da prevedere che dopo i decreti anti terrorismo firmati da Trump ci sarebbero stati degli incidenti diplomatici. Quello che forse era meno difficile da prevedere è che sarebbero successi in così poco tempo (l’ordine esecutivo è partito solo venerdì scorso) e senza alcun criterio razionale.

Ieri pomeriggio un bambino di 5 anni è stato fermato per controlli approfonditi all’aeroporto di Washington DC (si tratta solo del più eclatante di 100 casi) perché sospettato di essere una minaccia per gli Stati Uniti d’America. Il piccolo è stato allontanato dalla madre e tenuto diverse ore in custodia prima che arrivasse la conferma che fosse nato in America e fosse ufficialmente un cittadino del Maryland.

La notizia dell’errore ha suscitato non poche polemiche attorno alle nuove misure adottate dal Governo Trump, ma in risposta ai detrattori il portavoce del Presidente Sean Spicer ha dichiarato:”Giudicare qualcuno come inoffensivo solo per la sua età ed il suo genere è sbagliato e fuorviante“. Di tutt’altro avviso il senatore Chris Van Hollen che in un intervista rilasciata alla ‘CNN‘ ha definito oltraggiosa la scelta di prendere in custodia il piccolo, sopratutto perché il suo arrivo all’aeroporto era stato annunciato con largo anticipo.

Insomma la decisione di bandire tutti coloro che provengono dai sette maggiori paesi islamici, compresi i rifugiati della Siria, continua a far discutere, sopratutto se per impedire l’ingresso dei terroristi a farne le spese sono dei bambini per altro con la cittadinanza americana.

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