Agevolazioni per il terremoto, la beffa: non spettano a tutti i terremotati, ecco perché

Fra le misure che il Governo ha adottato nel cosiddetto Decreto Terremoto c’è anche quella della soprannominata ‘busta paga pesante’: il che significa che la busta paga dei lavoratori delle zone terremotate, per effetto della temporanea sospensione dal pagamento di tasse e tributi del comune e nazionali, risulterà aumentata circa del 40%. Una delle agevolazioni previste almeno in teoria per dare una mano alle persone coinvolte nel rialzarsi dal terremoto.

Teoricamente, quindi, la misura in questione dovrebbe essere riconosciuta a tutti gli abitanti dei 131 comuni delle zone terremotate. Invece, a causa della lettera della legge, non è così. Sembra una vera e propria beffa: l’articolo 48 comma 1 bis del decreto legge in questione, infatti, sostiene che “«I sostituti d’imposta, ovunque fiscalmente domiciliati nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2, a richiesta degli interessati, non devono operare le ritenute alla fonte a decorrere dal 1˚gennaio 2017 e fino al 30 settembre 2017”.

Il che significa detto in altre parole che la busta paga ‘pesante’ verrà riconosciuta solamente a coloro che lavorano in un’azienda che abbia sede fiscale nelle zone terremotate. Un terremotato che lavori in un’azienda di Genova, per esempio, non avrà diritto a questa agevolazione pur abitando concretamente egli nelle zone terremotate.
Secondo l’ex sindaco di Fabriano questa è una manovra ‘incostituzionale’: egli si è rivolto direttamente al Presidente della Repubblica chiedendo che la norma venga riscritta in maniera corretta.