Giuseppe Riina torna a Corleone per battezzare la nipote, l’Arcivescovo: “Non ne sapevo nulla”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:52

Riina torna a Corleone” potrebbe essere il titolo di un film ispirato alla vita del boss della mafia e invece si tratta di una notizia di cronaca che lascia basiti. Il figlio del famoso capo clan Salvatore Riina, Giuseppe, ha scontato una condanna per 41 bis, dopo la quale è stato scarcerato e tenuto sotto libertà vigilata a Padova.

L’anno della scarcerazione, il 2011, la Procura distrettuale anti mafia di Palermo aveva impedito al giovane Riina di tornare nel suo paese natale, secondo loro infatti sarebbe stato impossibile slegarlo dalla vita criminale e dagli affari di famiglia, cos’è cambiato nel frattempo? Lo scorso dicembre il figlio del boss ha chiesto un permesso speciale per fare il padrino alla nipotina appena nata, il giudice gli ha concesso il permesso speciale, mentre un parroco di Padova gli ha certificato l’idoneità a svolgere il ruolo, quanto mai simbolico, di padrino.

Visti i precedenti ci si chiede a questo punto come possa un mafioso avere i requisiti per fare da padrino ad un giovane nella chiesa cattolica. Stando alla testimonianza del parroco Riina jr si è dimostrato un ottimo cattolico ed un ferreo praticante, inoltre, si giustifica il parroco, aveva i permessi firmati dal giudice.

Una decisione di questo tipo non ha precedenti e di certo richiede un permesso particolare da parte della Curia di Roma, ma il parroco ha scavalcato i suoi superiori ed ha concesso l’idoneità senza riferirlo alle alte sfere. Così, quando la notizia è arrivata all’attenzione dell’Arcivescovo di Monreale c’è stata una reazione pubblica e veemente, questo infatti ha tuonato: ” Né io, né gli uffici della Curia eravamo informati. Consentire al figlio di Riina di fare il padrino di battesimo è stata una scelta censurabile e quanto meno inopportuna, che io non approvo”.

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