Romania: trema il governo, le proteste in piazza sono sempre più numerose

Non accennano a placarsi le proteste pubbliche in Romania dopo che la nuova legge sulla depenalizzazione dei reati di corruzione è stata approvata dal governo. La legge prevede un ammorbidimento delle pene che permetterebbe a diversi funzionari incriminati di corruzione di uscire dalle carceri e di conseguenza una linea più morbida sui reati futuri. Si tratta di una legge che va in controtendenza con il processo di ammodernamento del paese e che getta non pochi dubbi sulla proposta di ammissione del ex paese sovietico all’area Shenghen.

La decisione del governo Rumeno non è piaciuta all’Unione Europea che tramite una dichiarazione ufficiale del Presidente Junker ha lanciato un monito, riportato anche da ‘Ansa.it‘: “La lotta alla corruzione deve andare avanti, non essere smantellata”, a cui ha aggiunto che non sarà ammesso alcun passo indietro. Negli ultimi anni i giudici e i procuratori rumeni avevano fatto enormi passi avanti nella lotta alla corruzione, per questo una legge di questo tipo risulta anacronistica e desta preoccupazione.

Ma la minaccia dell’Unione Europea non è la sola dalla quale il governo rumeno deve difendersi, da due giorni migliaia di manifestanti si assiepano davanti al palazzo del parlamento di Bucarest per protestare contro la nuova legge. Inoltre dalle poche informazioni trapelate online si apprende che ieri notte le manifestazioni si sono allargate a tutte le maggior città del paese e che solo per le strade di Bucarest erano presenti oltre 300.000 mila persone. Un numero impressionante di manifestanti che non si vedeva dalla caduta del governo Ceausescu (1989) e che rischia di sfociare in scontri con le forze armate, fonti non confermate parlano già dei primi tafferugli con manifestanti intenti a lanciare pietre contro le forze dell’ordine, costrette a loro volta a lanciare fumogeni per disperdere la folla in rivolta.