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Terrorismo, condannata la ricercatrice libica arrestata a Palermo: ma è già stata scarcerata

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Un anno ed otto mesi di carcere per istigazione a commettere reati in materia di terrorismo: questa la condanna per Khadiga Shabbi, ricercatrice universitaria della Libia che è stata condannata e subito scarcerata. A disporre la carcerazione il gap di Palermo Lorenzo Iannelli che ha pronunciato la sentenza e ha dichiarato sospesa la pena, scarcerando la donna che è in cella da un anno. Il pm aveva chiesto quattro anni ed 8 mesi. Il gup, però, non ha riconosciuto l’aggravante transnazionale.

L’accusa ha dimostrato che la donna era in contatto con alcuni foreign fighter e che aveva fatto propaganda per Al Qaeda su internet. La polizia aveva monitorato i suoi movimenti per mesi. Inoltre aveva accertato che aveva contatti con due soggetti affiliati ad organizzazione terroristiche, uno in Belgio, e l’altro in Inghilterra; non solo, la donna avrebbe cercato di far giungere in Italia un cugino, morto poi in Libia. Registrati anche i trasferimenti di somme di denaro fino in Libia.

La donna è anche risultata imparentata con esponenti di una organizzazione terroristica che è stata coinvolta nell’attentato in Libia del 2012 contro l’ambasciata statunitense. La Cassazione l’ha condannata ritenendo fondati gli indizi ‘di istigazione al compimento di atti di terrorismo internazionale’.