I limiti all’immigrazione di Trump vengono sospesi dal giudice federale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:36

Il divieto temporaneo di ingresso in America di tutti gli immigrati provenienti dai setta stati Islamici maggiore e contemporaneamente dei profughi provenienti dalla Siria ha generato non poche polemiche e inconvenienti per i cittadini degli Stati Uniti. In molti hanno subito contestato la decisione definendola razzista, discriminatoria e anti costituzionale, il divieto, infatti, non coinvolgeva solamente i richiedenti carta Visa, ma anche e sopratutto chi dopo anni l’aveva ottenuta, tagliando fuori dagli State oltre 60.000 mila persone.

Sulla base di queste considerazioni il giudice dell’US District, James Robert, ha deliberato un ordine restrittivo sulle nuove norme imposte dai decreti approvati il 27 gennaio dal governo Trump. La decisione del giudice ha mandato su tutte le furie gli esponenti della ‘Casa Bianca‘ che con dei comunicati ufficiali hanno dichiarato questa decisione “Oltraggiosa” ed hanno aggiunto che le misure precedentemente approvate servono a difendere la nazione dai terroristi.

Il giudice Robert ha risposto a questa dichiarazione dicendo che non ci sono prove che supportino tale tesi: “Lo stato si è scontrato con il suo carico nella dimostrazione di irreparabili e immediate offese. Questo ordine restrittivo poggia le sue basi sulle legislazioni nazionali“. Il primo stato ad applicare la restrizione è stato Washington (quello con la maggioranza di cittadini di origine musulmana) seguito in breve tempo dal Minnesota.

In favore della decisione del giudice Robert si è schierato anche il procuratore generale di stato Bob Ferguson, il quale ritiene il decreto approvato da Trump: “Illegale e anticostituzionale”.