Teramo, i sindaci incalzano Gentiloni: “Serve impegno concreto, no alle chiacchiere”

Molto dettagliata la visita di oggi del premier Paolo Gentiloni nel teramano colpito dagli innumerevoli disagi causati dal maltempo che ha flagellato l’intera provincia, con interi comuni isolati per giorni, e soprattutto provato dalle numerose e violente scosse di terremoto degli ultimi mesi, che hanno reso molte strutture – pubbliche e private – inagibili e hanno costretto diversi nuclei familiari ad abbandonare la loro casa.

Nel centro storico di Montorio al Vomano, Gentiloni si è fermato a parlare con molte persone del posto. “Presidente i nostri figli sono andati via, noi no. Io voglio restare in centro storico, non voglio abbandonare il nostro paese, dovete aiutarci, grazie presidente io la stimo”, ha detto la signora Annalida, residente del centro storico del comune in provincia di Teramo.

In seguito è toccato ai sindaci del territorio far presente al presidente del Consiglio, con una certa fermezza, che c’è bisogno di fatti concreti e non solo di proclami.

“Servono provvedimenti shock – ha detto il sindaco di Montorio, Di Centa – a un malato grave non serve una cura con l’aspirina“. Il riferimento è allo sblocco delle procedure per la ricostruzione, già avviate dopo il sisma del 2009, che tra l’altro riguardano l’avvio dei lavori del nuovo polo scolastico. Anche gli altri sindaci hanno manifestato tutte le loro perplessità per il decreto terremoto recentemente approvato: “Servono provvedimenti immediati e urgenti che riguardino soprattutto la viabilità, la ricostruzione e le scuole”.