Terra dei Fuochi, continua la strage dei bambini: otto bimbi morti in 20 giorni

C’è una terra silenziosa a sud d’Italia nella quale si continua a morire di cancro, nella quale in tanti, soprattutto bambini, si spengono troppo presto. Gli otto bambini deceduti negli ultimi venti giorni nella Terra dei Fuochi in Campania avevano fra i sette mesi e gli 11 anni. Troppo pochi, per morire così di tumore. La denuncia arriva dal comitato ‘Vittime della terra dei fuochi’, formato soprattutto dalle mamme delle giovani vittime. Ieri si è tenuta una protesta di fronte alla Prefettura di Napoli.

La conferma della protesta arriva dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, che già nel 2016 indicava un eccesso di tumori fra i bambini che vivono nei cinquantacinque comuni della Terra del Fuoco e che hanno un anno di vita.
Fuori dalla Prefettura della città partenopea, c’era uno striscione: “Otto bambini morti in venti giorni”. “Questi bambini non riposeranno mai in pace. Per loro non c’è giustizia” hanno detto le madri.

Non è casualità, non può esserlo. Ci sono troppi genitori straziati fra i corridoi degli ospedali di queste città campane. Il tumore è una bestia che non conosce pietà, questo è vero, ma non può essere una coincidenza l’incidenza di tanti tumori gravi e aggressivi in questi paesini del sud Italia.
Per non parlare della ‘elevata prevalenza alla nascita di malformazioni congenite’, rilevate dall’ISS nelle ‘aree caratterizzate anche dalla presenza di siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi’.