Udine: banditi i cellulari dalle aule, pena la sospensione

La maggior parte dei ragazzini, a partire dai 10 anni in su, ha come desiderio principe quello di ricevere in dono uno smartphone, i genitori, spinti dalla pressione sociale e dal desiderio di poter contattare in qualsiasi momento i figli, cedono al ricatto dei figli e li dotano di un cellulare. L’effetto controproducente di questa abitudine è che i ragazzi annoiati dalle lezioni, invece di seguire, passano il loro tempo in classe davanti allo schermo.

Per evitare che gli alunni rendano inutili le ore in classe, le scuole medie di Udine hanno deciso di obbligarli a spegnere i dispositivi prima dell’inizio delle lezione, inoltre, è stato stabilito che chiunque venga sorpreso con lo smartphone acceso in classe verrà punito con una sospensione giornaliera da scontare all’interno dello stesso istituto lontano dai compagni di classe, magari con un dirigente scolastico o con un professore.

Il nuovo regolamento è già stato infranto da qualche alunno, in alcuni casi si è trattato di una disattenzione ed al ragazzo è stata concessa una seconda possibilità, ma è anche capitato che uno degli alunni scattasse delle foto e le condividesse su Whatsapp (nulla di osceno o trasgressivo). In questo caso, ha spiegato Vittorio Del Bianco, dirigente del Quarto Istituto comprensivo, al ‘QuotidianoVeneto‘: “Passano la giornata lontani dai loro compagni, ma comunque a scuola. Con il coordinatore di sede viene favorita una riflessione sull’utilizzo consono dello strumento e più in generale sulla trasgressione delle regole. Per evitare disguidi, in alcune classi, è stato deciso dai Consigli di raccogliere tutti i cellulari la mattina in una scatola per riconsegnarli soltanto all’uscita”.