Brasile, la polizia sciopera e le gang si scatenano: 101 morti, è massacro

Un inferno. Questa è la perfetta descrizione di Vitòria, città di 800mila abitanti, capitale dello Stato Brasiliano dell’Espirito Santo che da qualche giorno a causa dello sciopero della polizia si è trasformata in un macello a cielo aperto. 101 morti per le strade, razzie, esecuzioni sommarie, incendi. Negozi blindati, anche gli ospedali lavorano nel terrore di agguati. Scuole e negozi sono chiusi per la paura, nelle strade non gira nessuno, i corpi delle vittime sono per strada e solamente la morgue dell’Istituto di Medicina Legale funziona a pieno titolo.

Moltissimi sono giovani fra gli uccisi: bande di giustizieri si aggirano per le strade e la violenza la fa da padrona ovunque. La polizia ha deciso di scioperare perché non funziona nulla: ci sono tagli, ci sono licenziamenti, e stipendi ridotti. La polizia militare, che si occupa dell’ordine pubblico, ha deciso di incrociare le braccia per protesta: le donne hanno picchettato le caserme per solidarietà per i loro colleghi maschi, e le pattuglie vi sono rimaste.

La città è rimasta senza polizia e si è scatenato l’inferno. Le bande criminali hanno assaltato 200 negozi e cento case, tre centri commerciali. Il governatore ha intimato alla popolazione di non uscire di casa ed ha ridotto le corse degli autobus. Ma la polizia non molla: vogliono un aumento di salario per il loro lavoro e estremamente pericoloso. E Vitòria rimane un inferno sulla terra.