Terrorismo, Tribunale ordina recupero ‘socio-spirituale’ per 35enne che inneggiava all’ISIS

Non solo sorveglianza speciale, ma anche un percorso socio-spirituale finalizzato alla ‘de-radicalizzazione’. E’ questo il percorso imposto dal Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) per un 35enne di origini albanesi, Edmond Ahmetaj, cittadino italiano residente a Noci sospettato di apologia di terrorismo.

Ahmetaj, che svolge la professione di panettiere, sarà sorvegliato speciale per due anni, con obbligo di dimora e di firma nel comune di Noci e il divieto di utilizzare Internet.

La ‘radicalizzazione’ di Ahmetaj è apparsa piuttosto evidente proprio per alcuni contenuti che il 35enne avrebbe pubblicato sul web: da commenti di disprezzo per il popolo francese dopo gli attentati di Parigi, alla foto che lo ritrae mentre imbraccia un fucile nel primo anniversario dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, fino alla condivisione di azioni terroristiche ed esecuzioni di prigionieri. Per tutti questi motivi, la pm Isabella Ginefra e i giudici del tribunale di Bari lo hanno ritenuto un soggetto “socialmente pericoloso”, tanto da ricorrere a un provvedimento d’urgenza di divieto di espatrio con successiva applicazione della sorveglianza speciale.

“Il percorso socio-spirituale avrà l’obiettivo di rafforzare la persona, armarla di conoscenza e carattere per respingere eventuali tentazioni – ha detto il presidente della Comunità islamica di Puglia, Sharif Lorenzini – che possano derivare da organizzazioni criminali, da messaggio di inneggiamento alla violenza”.